Chiusaforte

"Chiusaforte impressiona il turista con il suo look distintivo e la sua simpatia familiare.“
R.Weizer, Dillinger's Reisezeitung, 1894

L'allegro e simpatico paese di Chiusaforte, dolcemente adagiato lungo le rive del fiume Fella di fronte allo sbocco della Val Raccolana, deve il suo nome (panvocalico ed eteroletterale) ad un antico fortilizio veneziano demolito dagli austriaci nel 1833. Anticamente era conosciuto col nome di Clusa o Sclusa ed ebbe fin dall'antichità funzione strategica di controllo sulla strada che risaliva verso nord il Canal del Ferro. Nulla è oggi forse più storico del nome, poche sono le tracce visibili del passato: qualche lapide commemorativa, qualche segno di muratura del fortilizio, qualche vestigio di dominio antico riutilizzato per abbellire una fontana. L’unica traccia ancora viva di un glorioso passato sono i suoi alberghi. Per un lungo periodo infatti, a partire dagli anni della costruzione della ferrovia pontebbana, i cui lavori terminarono nel 1879, e fino al 1976, Chiusaforte è stata una popolare quanto frequentatissima meta di villeggiatura estiva: nei mesi più caldi d’estate è dolce vivere qui in oblio di sé stessi e del mondo: mite la temperatura, consolante la brezza di monte e di valle e amenissimo il panorama. La vocazione all’ospitalità è antichissima: nell’atto di fondazione dell’Abbazia di Moggio, del 1091, è già citato un ospizio per pellegrini; il poeta tedesco Ulrich von Lichtenstein nel suo Frauendienst narra di essersi fermato per la notte il 30 aprile 1221; nel 1519 vi pernotta Sigmund Freiherr von Herberstein, nel suo viaggio verso la Spagna; nel 1625 Girolamo Marchstaller, abbate di St. Paul in Carinzia, in viaggio verso Roma, trova alloggio a Campolaro bei dem Mathia alla Bassa. Probabilmente si è fermato anche il medico londinese Edward Brown nel 1669 poiché scrive the Venetians shut up the passage every night. Complice una paurosa piena del fiume Fella che nel 1851 si portò via gran parte del capoluogo e grazie all’iniziativa di alcuni imprenditori locali, quali i fratelli Martina e i fratelli Pesamosca che ebbero l’intuizione di edificare degli alberghi la cui facciata non sfigurerebbe neppure in una grande città, si crearono a Chiusaforte le condizioni ideali per la nascita e lo sviluppo di un vivace movimento turistico. Illustri famiglie di Udine, Trieste e Venezia vi soggiornavano per diverse settimane: l’aria dei monti e il refrigerio che il Fella portava, erano per loro, che venivano da calde giornate e afose notti, un sollievo. A decretare l’importanza della località furono i primissimi convegni delle Società Alpine locali, la Friulana e quella delle Giulie nonché l’interesse da parte della nascente Società Ginnastica di Costantino Reyer. Era facile incontrare per il paese Valentino Ostermann, la famiglia Berlam, Giuseppe Picciola e tutti i personaggi che hanno fatto la storia dell’alpinismo friulano, il Marinelli, Giacomo Di Brazzà, Julius Kugy, Enrick Tuma e Ardito Desio. Chiusaforte si accaparra anche la simpatia dei turisti di oltre frontiera; era la meta ideale per chi aveva voglia, in giornata, di evadere dall’Impero Austroungarico per respirare un po’ di aria italiana e, con l’occasione, fare un giro di giostra sulla nuova arditissima ferrovia pontebbana che oggi si percorre piacevolmente in bicicletta. Al turista farà piacere ricaricare le forze e quindi non passate all’Albergo Pesamosca o Martina senza farvi servire i vini italiani e la cucina tipica, scriveva nel 1903 l’alpinista-farmacista di Tarvisio Johan Siegel. Gli alberghi della Carinzia si facevano pubblicità con Chiusaforte, meta consigliata ai clienti per una comoda, veloce e piacevole escursione. Già il 31 luglio del 1879, una sola settimana dopo l’arrivo del primo treno a Pontebba, viene pubblicata una nota della Casa del Turista delle Alpi Carniche. Tra gli itinerari proposti, il viaggio in treno fino a Chiusaforte, poi a piedi fino a Sella Nevea per discendere a Raibl e da qui a Tarvisio: un giorno e mezzo di viaggio, di cui sei ore a piedi per la Val Raccolana. Il percorso è valido ancora oggi e lo si percorre comodamente in automobile. Sul Giornale di Udine del 25 giugno del 1880, in un articolo in prima pagina, si descrive la Val Raccolana come il luogo che offre tutti i vantaggi al cittadino che ruba pochi giorni alle sue occupazioni per esilarare lo spirito e rinvigorire il corpo.Qui, qual punto di partenza, o quartier generale, nell’Albergo alla Stazione, condotto dai proprietari fratelli Pesamosca, trovasi sempre un trattamento senza eccezione, tavola eccellente, alloggio bellissimo ed a modici prezzi. A questo va aggiunto quello condotto dai proprietari fratelli Martina. Citando Mario Mascagni, cugino del più famoso Pietro e villeggiante di cento anni fa, è il luogo ideale per colui che desidera la pace dello spirito, che non vuole affaticarsi, ma cercare distrazioni nelle bellezze della natura semplice o selvaggia, che vuol restare lontano da ogni rumore anche il più tenue di vita mondana. A chi ama l’escursione sulle cime più alte Chiusaforte offre quelle delle più caratteristiche montagne delle Alpi Giulie come il Canin, il Cimone, lo Zuc del Boor e il Montasio. A chi ama le comode passeggiate in bicicletta offre l’interessante itinerario denominato Pista Ciclabile Alpe Adria, in gran parte realizzato sul tracciato della vecchia ferrovia pontebbana che proprio a Chiusaforte, nel tratto compreso tra le vecchie stazioni di Pontebba e Resiutta, offre lo scenario più spettacolare con l’ininterrotto susseguirsi di tunnel e arditi viadotti. Il 17 agosto 1885 il parentino Giuseppe Picciola scriveva a Giosué Carducci, che si trovava a villeggiare nella vicina Piano d’Arta in Carnia, invitandolo a venire a Chiusaforte. Ecco, non per me; ma la strada pontebbana è così bella, così fresca e odorosa questa valle del Fella, così curioso il confine che stacca nettamente gli italiani dai lurchi, che io spero di poterla persuadere a fare una gitarella da queste parti prima della sua partenza definitiva. Venga, venga, venga: a Chiusaforte mangerà un pezzo di carne discretamente buona e un bicchier di vino non cattivo.
Oggi come allora, se vi trovate da queste parti, seguite il consiglio del Picciola e fermatevi a Chiusaforte.

Trattoria F.lli Martina - Via Roma, 38 - 33010 Chiusaforte ( Ud) Italia

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